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It 5

dislivello: 700 mt ( 780 - 1400)

tempo: 2 ore in andata + 2 ore ritorno

km: 7 ca

segnavia: rosso


lasciamo dunque S.Lorenzo e salendo rapidamente per passare davanti al tempio valdese, poi sulla strada asfaltata ci lasciamo sulla destra la chiesa cattolica; poco dopo seguendo il segnavia saliamo per il sentiero che ci conduce al secondo gruppo di case: il Pissaiot, guardando a destra scorgiamo la vecchia strada del Vernè che sale; ci arriviamo in pochi minuti: la prima casa dell'abitato fu per lungo tempo una pensione che, tra gli anni '30 e '50 del novecento ospitò principesse di casa Savoia e sentori della Repubblica.


Poco più avanti, sulla destra la fontana; a sinistra, nella stalla ora ristrutturata, quella che fu la sede del capitano Giosuè Gianavello, il leggendrio condottiero valdese della guerra di resistenza el 1655. attraversata la strada asfaltata si prosegue sul sentiero che sale per prati e boschi e arriva dopo alcune giravolte nella zona degli Zouàrt e si attraversa nuovamente la strada asfaltata (l'antica via Nòoua per la Vaccera).


  Si sale ora per la ripida strada che conduce al bel lariceto di Giacoupoùnt e quindi il pianoro delle Bariole. Di qui, nel 1706, il Duca Vitorio Amedeo II, accompagnato dal capitano valdese Bonnet, seguì con un cannocchiale le fasi dell'assedio francese a Torino.

Si percorre ora un bel tratto di strada tuto in cresta tra larici e betulle; poco dopo, sulla destra, troveremo le indicazioni per la fontana di Malatracha (raggiungibile in pochi minuti); nelle vicinanze si trova anche Rocca Croùs, così chiamata per le incisioni rupestri a forma di crocetta. Arriviamo poi a Rounhòuza dove ci sono boschi comunali con centinaia e centinaia di larici. Proseguendo si gode della vista sulla val d'Angrogna e poi sulla sinistra si intravvedono le rovine di un casolare utilizzato durante la Resistenza e poi incendiato dai nazifascisti nel 1944 (il tratto che stiamo percorrendo fa parte anche del ?sentiero partigiano?). Il sentiero attraversa ora una zona ricca di faggi e comincia a salire raggiungendo la cresta di Fioougìra, ai piedi del monte Castlèt. Di qui, verso destra partono due sentieri: uno verso il colle Pralamura e poi Pramollo, l'altro verso il giardino botanico Rostania.

Il sentiero sale rapidamente e attraversando la pista di fondo si può raggiungere la punta del monte Castlèt. Di qui la vista spazia a est su Pinerolo e tutta la pianura verso Torino, risalendo la valle Pramollo con l'altipiano di Lazarà. Sullo sfondo le montagne della val Susa e se il tempo è bello le cime più alte delle alpi: Cervino, Rosa, Gran Paradiso. A NW il Gran Truc e tutta la catena che circonda la val d'Angrogna fino a scorgere in lontananza verso SW il Monviso.

La cresta ridiscende verso la Vaccera; i valdesi si trincerarono nelle guerre del 1655 e 1686 poichè questa era la sola zona per cui Pradelorno (ne fondo vallle) poteva essere conquistata senza troppa difficoltà.

Alla Vaccera troverete un rifugio e una trattoria.


Il ritorno è possibile sul tracciato di andata oppure sull'itinerario 20




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Created on 2005-04-01 23:40:17 by admin
Updated on 2010-04-08 19:56:17 by admin
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