Si sale ora per la ripida strada che conduce al bel
lariceto di Giacoupoùnt e quindi il pianoro delle
Bariole. Di qui, nel 1706, il Duca Vitorio Amedeo II,
accompagnato dal capitano valdese Bonnet, seguì con un
cannocchiale le fasi dell'assedio francese a Torino.
Si percorre ora un bel tratto di strada
tuto in cresta tra larici e betulle; poco dopo, sulla destra,
troveremo le indicazioni per la fontana di Malatracha
(raggiungibile in pochi minuti); nelle vicinanze si trova anche Rocca
Croùs, così chiamata per le incisioni rupestri a forma
di crocetta. Arriviamo poi a Rounhòuza dove ci sono
boschi comunali con centinaia e centinaia di larici. Proseguendo si
gode della vista sulla val d'Angrogna e poi sulla sinistra si
intravvedono le rovine di un casolare utilizzato durante la
Resistenza e poi incendiato dai nazifascisti nel 1944 (il tratto che
stiamo percorrendo fa parte anche del ?sentiero partigiano?). Il
sentiero attraversa ora una zona ricca di faggi e comincia a salire
raggiungendo la cresta di Fioougìra, ai piedi del monte
Castlèt. Di qui, verso destra partono due sentieri:
uno verso il colle Pralamura e poi Pramollo, l'altro verso il
giardino botanico Rostania.
Il sentiero sale rapidamente e
attraversando la pista di fondo si può raggiungere la punta
del monte Castlèt. Di qui la vista spazia a est su
Pinerolo e tutta la pianura verso Torino, risalendo la valle Pramollo
con l'altipiano di Lazarà. Sullo sfondo le montagne della val
Susa e se il tempo è bello le cime più alte delle alpi:
Cervino, Rosa, Gran Paradiso. A NW il Gran Truc e tutta la catena che
circonda la val d'Angrogna fino a scorgere in lontananza verso SW il
Monviso.
La cresta ridiscende verso la Vaccera;
i valdesi si trincerarono nelle guerre del 1655 e 1686 poichè
questa era la sola zona per cui Pradelorno (ne fondo vallle) poteva
essere conquistata senza troppa difficoltà.
Alla Vaccera troverete un
rifugio e una trattoria.
Il ritorno è possibile sul
tracciato di andata oppure sull'itinerario 20
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