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introduzione

Angrogna è un piccolo comune della Val Pellice; tante piccole borgate riempiono questa valle alpina ricca di storia e interessante dal punto di vista naturalistico.
il visitatore che esplora per la prima volta la val d'Angrogna rimane colpito dalla bellezza e dalla varietà dell'ambiente naturale che lo accoglie:
inattese diversità di forme e di colore di boschi e corsi d'acqua, villaggi che si aprono su paesaggi montuosi di aspro e severo impatto. Una valle che conserva il fascino primitivo di ambienti per certi versi ancora intatti,dove ogni luogo, ogni pietra, ogni roccia racconta di una dura lotta per la sopravvivenza. Le vicende storiche legate alla lunga e appassionante vicenda valdese, che in questa valle ebbe per secoli il suo centro più importante,hanno fatto di angrogna una "terra di libertà", riaffermata dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, che trovò nelle baite di queste montagne il suo inizio fin dall'8 settembre '43. la polverizzazione del territorio comunale in un numero considerevole di villaggi e frazioni, di case sparse e di piccoli nuclei isolati, con le conseguenti difficoltà di comunicazione, e l'asprezza della zona che risale dal fondovalle alle sorgenti dell'angrogna,sembrano aver ritagliato anche il carattere degli abitanti, in apparenza schivi e riservati, ma in realtà grandi divulgatori (magari in patouà o infrancese) di racconti, notizie, consigli. [...].
per saperne di più su: "valli valdesi" (unico territorio in italia che testimonia la dissidenza religiosa valdese dal medioevo a oggi), valdismo , chiesa valdese etc. visita : www.chiesavaldese.org

SECONDO WIKIPEDIA :
Angrogna (in piemontese Angreugna, in occitano Angruenha) è un comune di 777 abitanti della provincia di Torino distante 58,8 km dal suo capoluogo. Situato in Val Pellice, occupa tutta la valle dove scorre il torrente Angrogna, piccolo affluente del Pellice. Con Torre Pellice è il più importante centro della Chiesa Valdese. Secondo una tradizione, il nome del comune deriverebbe dalla voce piemontese, grogno che significa bernoccolo, in riferimento alle colline su cui sorge il paese. In realtà il toponimo ha origine dalla voce gallica agranio il cui significato è prugnolo. Fra le bellezze naturali presenti nel territorio si segnala la grotta detta Gheisa de la Tana, ricordata da Edmondo de Amicis nel suo libro : "Alle porte d'Italia".
Storia
Capoluogo di una valle cattolica in cui si insediarono nel medioevo alcune comunità "eretiche" seguaci di Valdo. Nel 1532 in località Chanforan si tenne il sinodo delle chiese valdesi di Francia, delle Calabrie e delle Puglie. In tale occasione venne decisa l'adesione alla riforma protestante e la stampa della cosiddetta Bibbia di Olivetan, che avrebbe visto la luce tre anni dopo. Nel 1555 venne fondato il primo tempio valdese o protestante della penisola. Angrogna, già feudo dei Luserna, fu elevata a Marchesato nel 1636 sotto Emanuele Manfredi di Luserna.
Con l'inaugurazione del culto pubblico ebbero inizio però anche dure persecuzioni nei confronti dei suoi seguaci. Divenuto nel 1680 il comune più popolato delle valli con 2.250 abitanti, nel corso del XVII secolo, quando la persecuzione verso i valdesi si fece più feroce, venne più volte distrutto. Nel 1686, Vittorio Amedeo II in accordo con la politica di Luigi XIV, re di Francia, iniziò la sistematica espulsione dei valdesi dalle loro valli. Angrogna venne colpita molto duramente : le truppe locali distrussero le case dei valdesi, i terreni espropriati e ceduti ad altri agricoltori cattolici provenienti da altre parti del Piemonte. Dopo la conciliazione con Vittorio Amedeo i valdesi tornarno nel paese, ma il borgo non raggiunse mai più la grandezza e l'importanza svolta prima delle persecuzioni.

pillole di angrogna...

Bagnoou da: "i luoghi della memoria alle valli valdesi", quaderno dell'eco delle valli valdesi del 29 giugno 2001
località panoramica a 1490 mt slm. Sede, nel corso del secondo conflitto mondiale (1940-45) di un gruppo di partigiani, tra cui Jacopo Lombardini. Il casolare in cui i partigiani si rifugiavano fu distrutto da un bombardamento tedesco del 1944. La chiesa valdese ha acquistato il terreno su cui si trovaano i ruderi di questo casolare e , grazie ai finanziamenti venuti dalla Germania, lo ha ricostruito e trasformato in Casa estiva in grado di ospitare una ventina di persone. Questa struttura porta un nome molto significativo: Cà d'la Pais (Casa della Pace)


la fonte per i testi che seguono sono i Quaderni del centro di Documentazione di Angrgona: numero 7 (1987),

BIALERA PEYROTA
canale di irrigazione che , sfruttando le acque del torrente Angrogna, dà acqua alla collina di San Giovanni. Lunga all'inirca 7 km fu costruita tra il 1425 e il 1427 per iniziativa di quattro ricchi possidenti di S.Giovanni i quali ottennero dai Rorengi di Luserna, signori di Angrogna il diritto di prendere l'acqua del torrente a valle del mulino di Roccia Reynaud. Gli utenti della bealera sono oggi riuniti in un consorzio a cui pagano una tassa annuale e devono provvedere con una "roeida" (lavoro comandato) alla manutenzione ordinaria del canale.


FONTANA BECKWITH
si trova al Martel. E' una sorgente che a memoria d'uomo non ha mai cessato di zampillare fresca e cristallina. Neanche nei momenti di siccità, come quando a metà '800 in un anno di gran secco vi accorrevano gli abitanti delle borgate vicine, portandosi l'acqua a spalle, con due paioli attaccati alle estremità di un grosso bastone con due intaccature per i manici. Il terreno su cui sorge la fontana fa parte di una proprietà già appartenuta al generale inglese Charles Beckwith, poi alla figlia Carlotta; quest'ultima , avendo manifestato in varie occasioni l'intenzione di destinare la fontsna in uso perpetuo agli abitnti del Martel, indirizzò in questo senso le scelte degli eredi. La fontana fu così sistemata convenientemente, con la partecipazione degli abitanti della borgata e venne inaugurata solennemente nel 1929.
Una piccola lapide con le parole
"Aux habitants du Martel
en souvenir de Charlotte Beckwith
1863 - 1927
Lisez S.Jean 4: 13-14"
è solidamente infissa alla parete interna.


SAN LORENZO "PEIRA de i DEBI" (pietra dei debiti)
si racconta che un tempo, in epoca feudale, questa pietra serisse da gogna, per punire la gent che non riusciva a far fronte ai propri debiti.
Ai lati della pietra c'erano due pali, con una traversa a cui era agganciata una tagliola. legavano il debitore con una corda, lo tiravano su e poi lo lasciavano cadere a terra: una bella "culatà" . Se il debito era, per così dire, di dieci centesimi, dieci sederate. Il pover uomo, oltre a soffrire, si vergognava ad essere esposto al ludibrio della gente, per cui diceva: "pagou mei debi, perdou mei credi" (pago i miei debiti ma perdo la mia credibilità).

VENGIE (italianizzato come rio Revangero)
E' il torrentello che partendo dalla Barbotta e scendendo a fondo valle confluisce nell'Angrgona a monte dei Roccia Reynaud, divide virtualmente in due parti il comune. Una divisione causata principalmente dal dialetto custodito gelosamente da entrambe le parti e che ha levante ha un carattere "sengianin"(più vicino al piemontese) e a ponente quello "angrognino" (di matrice occitana). Questa distinzione, anche se condizionata da numerosi rimescolamenti, è presente parzialmente ancora oggi. E' scomparsa invece la rivalità tra quelli "de tsai" (di qua) e "de dlai" (di là) del Vengie un tempo esistente e che rendeva difficile anche soltanto l'andare a trovare la fidanzata che aitava dall'altra parte del torrente.
Secondo lo storico J.Jallà la divisione risalirebbe alla spartizione che ne fecero nel XIV sec. i signori di Luserna (quella a oest denominata Signoria di Mombrone e quella a est chiamata Signoria di Nizza e Campiglione) e poterono contare ognuna su un proprio sindaco.


Created on 2008-11-16 15:44:26 by admin
Updated on 2010-05-07 16:02:03 by admin
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